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Mobilità in deroga per i lavoratori occupati in aziende localizzate nelle aree di crisi industriale complessa

Articolo letto 65 volte, scritto il 11/02/2019 da Studio Cafasso

L’INPS con il messaggio n. 322 del 24 gennaio 2019 ha fornito chiarimenti in materia di concessione del trattamento di mobilità in deroga anche in favore dei lavoratori che hanno cessato o cessano la mobilità ordinaria o in deroga dal 22 novembre 2017 al 31 dicembre 2018, per la durata di 12 mesi, come previsto dalla Legge di bilancio 2019.In tal senso dunque è stato considerevolmente ampliato l'ambito di applicazione della mobilità in derogasia perché è stata estesa la platea dei lavoratori interessati anche a coloro che hanno cessato o cessano la mobilità ordinaria o in deroga dal 22 novembre 2017 al 31 dicembre 2018, sia perché è stata prevista una durata massima di dodici mesi senza il limite temporale del 31.12.2018, quale termine ultimo entro il quale usufruire della prestazione.Gli operatori delle Strutture territoriali, nel liquidare la prestazione, dovranno controllare che il nominativo abbia terminato un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga non più nel semestre dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2018, bensì nel periodo dal 22 novembre 2017 al 31 dicembre 2018. Resta confermato il controllo che la prestazione concessa dalla Regione sia senza soluzione di continuità rispetto alla precedente mobilità ordinaria o in deroga.Qualora non ricorrano queste due condizioni, non si potrà procedere al pagamento della prestazione. In tali casi la Struttura interessata dovrà darne notizia alla propria Direzione regionale, che informerà la Regione per i successivi adempimenti di competenza.
Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, previa richiesta della quantificazione del fabbisogno ad entrambe le Regioni interessate, tenuto conto delle risposte pervenute dalle Regioni Veneto e Campania, ha assegnato le risorse, pari a 34 milioni, alla Regione Campania.
Nel caso dovessero pervenire nuove richieste, il Ministero del Lavoro provvederà a rimodulare le assegnazioni effettuate e ad emanare un nuovo decreto in sostituzione dei precedenti.


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