Italian  English  French 


Ritorsivo il licenziamento al rientro della malattia

Articolo letto 80 volte, scritto il 18/10/2019 da Studio Cafasso

La Corte di Cassazione  con la sentenza n. 23583 del 23 settembre 2019 ha statuito che è «ritorsivo» il licenziamento intimato al ritorno da una lunga malattia se il "giustificato motivo oggettivo" addotto dal datore di lavoro si rivela infondato.
 La Corte di Appello dichiarava la nullità del licenziamento intimato al lavoratore per ritorsione e, condannava la società reclamata a reintegrare il ricorrente nel posto di lavoro e a risarcirgli il danno in misura pari alle retribuzioni dal giorno di licenziamento sino a quella dell’effettiva reintegrazione. In particolare il reclamante, assunto alle dipendenze della società reclamata come operaio specializzato con mansioni di incisore pantografista aveva ricevuto, al momento del suo rientro in servizio dopo una lunga assenza del malattia una lettera di licenziamento motivata dalla scelta organizzativa di chiudere il settore produttivo della bigiotteria, argenteria e ottone per il calo di commesse riguardante tale settore, con conseguente soppressione della posizione e della funzione ricoperta dal lavoratore in azienda e impossibilità di ricollocamento in altre mansioni uguali o equivalenti.
 Per la cassazione  della sentenza proponeva ricorso la società.
La Corte di Cassazione,  rigettando il ricorso ha precisato che «la contiguità temporale tra rientro dalla malattia e intimazione del recesso, rendevano evidente il carattere pretestuoso del motivo addotto, portando a ritenere che il licenziamento, secondo una valutazione dell'"id quod plerumque accidit", non trovasse altra plausibile e ragionevole spiegazione se non la rappresaglia per la lunga malattia».


Commenta la notizia



Effettua la log-in e accedi al pannello a te riservato.