Italian  English  French 


Licenziamento Illegittimo –Identità dei motivi del licenziamento individuale e di quello collettivo

Articolo letto 79 volte, scritto il 13/02/2020 da Studio Cafasso

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 808 del 16 gennaio 2020 ha chiarito che nel caso in cui il datore di lavoro abbia avviato un licenziamento di tipo collettivo ai sensi della L. n. 223/1991, conclusosi con accordo sindacale non accettato dal lavoratore, il dipendente non può essere estromesso dall’azienda individualmente sulla base delle stesse ragioni della predetta procedura.
Nel caso di specie, un datore di lavoro, decorsi i termini previsti dalla L. n. 223/1991 (procedura di licenziamento collettivo), licenziava per giustificato motivo oggettivo un dipendente che, seppur in esubero, non aveva accettato l’accordo, motivando il recesso individuale con la soppressione della posizione lavorativa.
La Suprema Corte, nel respingere i motivi di ricorso dell’azienda, ha affermato che il licenziamento individuale, preceduto da una procedura di mobilità collettiva, non può definirsi legittimo se basato sulle medesime ragioni del licenziamento collettivo altrimenti risulterebbero sottratti al confronto con il sindacato con l'inevitabile effetto di rendere quel confronto, da un lato, incompleto in ordine al numero, alla collocazione aziendale ed ai profili professionali del personale eccedente e, dall’altro, non attendibile quanto alla concreta modalità di applicazione dei criteri di scelta.


Commenta la notizia



Effettua la log-in e accedi al pannello a te riservato.