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Brexit: istruzioni su pensioni e distacco dei lavoratori

Articolo letto 88 volte, scritto il 14/02/2020 da Studio Cafasso

L’INPS con la circolare n. 16 del 4 febbraio 2020 ha fornito istruzioni operative  in matteria di prestazioni pensionistiche, familiari, di disoccupazione, malattia, maternità e paternità, legislazione applicabile, distacchi di lavoratori all’estero, recuperi di contributi e prestazioni indebite, pensionistiche e non pensionistiche, e sulle modalità degli scambi di informazioni tra Istituzioni a seguito del recesso del Regno Unito dall’Unione europea e dell’entrata in vigore dell’accordo di recesso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 29 del 31 gennaio 2020.
L’accordo prevede un periodo di transazione che decorre dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020.

Si applica altresì a tutti coloro che hanno il diritto di soggiornare legalmente nel territorio del Regno Unito o dell’Unione europea, finché mantengono tale diritto. Tuttavia, nelle ipotesi in cui i soggetti non rientrino più nelle fattispecie di cui sopra, per esempio in caso di perdita della cittadinanza, della residenza, del diritto di soggiorno, dello status di rifugiato o di apolide, ad essi continueranno ad applicarsi le disposizioni e i principi comunitari in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi, ai fini del perfezionamento delle prestazioni di sicurezza sociale.

 

Ambiti di applicazionesoggettivo dell’accordo di recesso

 Uno dei principi fondamentali del diritto comunitario in materia di sicurezza sociale è la totalizzazione dei periodi assicurativi necessari per il raggiungimento del requisito previsto per il riconoscimento delle prestazioni di sicurezza sociale.

Tale principio produce i suoi effetti per tutti i periodi assicurativi maturati fino al 31 dicembre 2020, con riferimento sia alle domande presentate prima di tale data e in corso di trattazione sia alle domande presentate successivamente, sempre che facciano riferimento a situazioni verificatesi prima di tale data.

 

Con riferimento alle prestazioni di disoccupazione, nella circolare in commento si precisa che, grazie alla conservazione del principio di totalizzazione nel periodo transitorio, sono garantiti i benefici dovuti per periodi fino al 31 dicembre 2020.

In ogni caso, si potranno totalizzare tali periodi solo quando la cessazione dell’attività lavorativa si sia verificata in Italia.

Per effetto del periodo transitorio, anche per le prestazioni familiari continueranno ad applicarsi i regolamenti comunitari fino alla data del 31 dicembre 2020. Di conseguenza, qualora il diritto alle prestazioni familiari previste dalla normativa italiana (ANF e AF) sorga, nei confronti di un cittadino britannico, in virtù di un rapporto di lavoro in essere o sulla base di un trattamento sostitutivo della retribuzione, per le domande presentate entro il 31 dicembre 2020 e relative ai periodi in corso e antecedenti a tale data, nel limite dei 5 anni previsti dalla normativa italiana, il diritto alle prestazioni familiari italiane verrà valutato secondo le citate norme di coordinamento.

 

Infine, anche per le prestazioni economiche di malattia, maternità e paternità continueranno ad applicarsi per tutto il 2020 le specifiche disposizioni contenute nei Regolamenti (CE) 883/2004 e 987/2009. Pertanto, in presenza dei requisiti prescritti, possono essere accolte sia le domande di prestazione presentate entro la data del 31 dicembre 2020 che quelle presentate successivamente, ma sempre in relazione a un diritto fondato su fatti o situazioni verificatisi fino al 31 dicembre 2020.


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