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Personale viaggiante - I chiarimenti dell'INPS

Articolo letto 1663 volte, scritto il 16/03/2015 da Studio Cafasso

Con messaggio n. 1445 del 26 febbraio 2015 l’INPS ha fornito talune specificazioni in merito all’accesso alla pensione di vecchiaia per i piloti del pilotaggio marittimo e marittimi abilitati al pilotaggio, per il personale viaggiante iscritto al soppresso Fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto.

 

Piloti del pilotaggio marittimo e marittimi abilitati al pilotaggio

Il D.P.R n.157 datato 28 ottobre 2013 concernente il “Regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico, nonché di categorie di personale iscritto presso l'INPS, l'ex-ENPALS e l'ex-INPDAP” ha previsto che il diritto alla pensione di vecchiaia dei piloti del pilotaggio marittimo e dei marittimi abilitati al pilotaggio si consegue al raggiungimento del requisito anagrafico ridotto di cinque anni rispetto a quello in vigore nel regime generale obbligatorio, senza applicazione di alcuna finestra e fermo restando la disciplina degli adeguamenti alla speranza di vita (art.12 D.L. n.78/2010).

Il codice della navigazione ha previsto la cancellazione del pilota dal registro tenuto dalla Capitaneria di porto al compimento del sessantesimo anno di età.

Ad ogni modo, il pilota può, tuttavia, rimanere in servizio oltre il sessantesimo anno e in tal caso essere assoggettato ad una visita annuale.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a seguito dell’entrata in vigore del D.P.R. n. 157/2013, ha ritenuto che la predetta visita annuale non vada effettuata dopo il compimento del sessantesimo anno di età, ma successivamente al compimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.

I lavoratori, per i quali al compimento del sessantesimo anno di età non viene meno il titolo abilitante, accedono quindi alla pensione di vecchiaia al perfezionamento del requisito anagrafico ridotto di cinque anni rispetto a quello tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio.

 

Personale viaggiante iscritto al soppresso Fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto.

L’accesso anticipato al pensionamento di vecchiaia del personale viaggiante presuppone che l’interessato abbia svolto effettivamente in forma stabile e duratura, ancorché non in via esclusiva, le mansioni proprie della qualifica di personale viaggiante.

Di conseguenza il presupposto per l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata è la contestualità tra l’esonero dal servizio, con le mansioni di personale viaggiante, e la maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi.

 

Art. 4 della legge n. 92/2012.

Per i lavoratori con qualifica di personale viaggiante, coinvolti nei programmi di cui all’art. 4 della legge n. 92/2012, al fine di stabilire i requisiti minimi per il pensionamento di vecchiaia nei quattro anni successivi alla cessazione dal rapporto di lavoro, occorre fare riferimento al requisito anagrafico ridotto di cinque anni rispetto a quello tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio.

Pertanto in fase di certificazione del diritto alla prestazione di esodo occorrerà fare riferimento al primo requisito pensionistico minimo raggiunto.

Se un lavoratore ha già raggiunto il predetto requisito, non può accedere alla prestazione di esodo ex art. 4 della legge n. 92/2012, prestazione che si configura come prestazione temporanea di accompagnamento alla pensione nei casi di esubero del personale dipendente.


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