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GU: decreti per stipulare convenzioni tra Istituti di patronato e PA

Articolo letto 1015 volte, scritto il 23/11/2015 da Studio Cafasso

Nella Gazzetta Ufficiale del 13 novembre 2015, n. 265 sono stati pubblicati due decreti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, entrambi del 16 settembre 2015, recanti:

-Individuazione dei criteri generali secondo i quali devono essere stipulate, senza scopo di lucro, in Italia e all'estero, le convenzioni per lo svolgimento, da parte degli Istituti di patronato e di assistenza sociale, delle attività e delle materie di cui all'articolo 10, comma 1, lettera b), della legge 30 marzo 2001, n. 152, con esclusione di quelle ammesse al finanziamento di cui all'articolo 13 della medesima legge, in favore delle pubbliche amministrazioni e di organismi dell'Unione europea.

 -Approvazione dello schema di convenzione che definisce le modalità di esercizio, da parte degli Istituti di patronato e di assistenza sociale, delle attività di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a), della legge 30 marzo 2001, n. 152.

Nel primo decreto è precisato che le  attività  rientranti  nell'ambito  delle professioni di cui all'art. 2229 del codice  civile,  possono  essere svolte esclusivamente dagli iscritti negli appositi albi o elenchi.

È precisato inoltre che  le convenzioni individuano i soggetti stipulanti, i loro  ruoli, le attività oggetto delle convenzioni,  i  tempi,  le  modalità  di esecuzione  e  di  rimborso  dei  costi  anche  forfettari   mediante rendicontazione, i criteri di computo del rimborso spese.

I criteri  per  definire  e  calcolare  i  rimborsi  spese  sono determinati in relazione alla tipologia ed alle caratteristiche delle attività oggetto della convenzione con riferimento  ai  parametri  o agli  indicatori  oggettivi,  individuati  dalle  amministrazioni  ed organismi dell'Unione europea che propongono la convenzione.

Nel secondo decreto è stabilito che nel testo allegato al decreto, è approvato  lo  schema di  convenzione  che  definisce  le  modalità  di  esercizio   delle attività di sostegno, informative, di consulenza,  di  supporto,  di servizio  e  di   assistenza   nello   svolgimento   delle   pratiche amministrative  in  favore  di  soggetti  privati  e  pubblici  nelle seguenti materie: previdenza e assistenza sociale; diritto del lavoro; sanità; diritto di famiglia e delle successioni; diritto civile e legislazione fiscale; risparmio; tutela e sicurezza sul lavoro.

Gli Istituti di patronato svolgono le precedenti  attività senza scopo di lucro, in Italia e  all'estero,  con  esclusione  di quelle ammesse al finanziamento di cui all'art. 13 della legge n. 152del 2001.

È  precisato che  le  attività  rientranti  nell'ambito  delle professioni di cui all'art. 2229 del  codice  civile  possono  essere svolte esclusivamente dagli iscritti negli appositi albi o elenchi. 


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