Italian  English  French 


Danno morale e biologico inclusi nella liquidazione per illegittimo licenziamento

Articolo letto 1436 volte, scritto il 04/12/2015 da Studio Cafasso

La Corte di Cassazione con sentenza n. 23686 del 19 novembre 2015, ha sentenziato che in caso di liquidazione forfetaria (ex art. 18 Legge n. 300/1970) per licenziamento illegittimo, la somma stabilita comprende anche il danno biologico e quello morale.

Nel caso di specie vi era stata una cessione del ramo d’azienda e la dipendente trasferita era stata licenziata per giustificato motivo oggettivo.

La Corte  ha rilevato  in particolare che le modalità con le quali la società aveva gestito il licenziamento della dipendente evidenziavano una totale mancanza di rispetto per la dignità della lavoratrice e per le normali regole di buona fede nella gestione del rapporto: la dipendente era rimasta infatti a svolgere le proprie mansioni presso la società cedente per circa due mesi dopo la separazione del ramo e si era vista poi intimare il licenziamento per una pretesa esorbitanza dell'organico rispetto alle esigenze della cessionaria, malgrado le ripetute assicurazioni ricevute in merito al mantenimento del posto di lavoro ed all'insussistenza di esuberi per effetto dell'operazione di scissione.

La Corte in proposito ha stabilito che a liquidazione forfettaria ex lege prevista dall’art. 18 della L. n. 300 del 1970 copre tutti i danni collegati all’illegittimità del licenziamento ex se, anche sotto il profilo del danno biologico. Solo in caso di licenziamento ingiurioso, o persecutorio, o vessatorio, detto danno è autonomamente risarcibile (Cass. n. 63 del 2015 , n. 5730 del 2014, n. 6845 del 2010; n. 5927 del 2008). Oggetto dell'accertamento dell’ingiuriosità o vessatorietà del recesso non è quindi l’illegittimità del licenziamento, ma le sue modalità, con la conseguenza che l'eventuale danno (lesione dell'integrità psico-fisica) diventa conseguenza (non della perdita del posto di lavoro e della retribuzione, bensì) dello stesso comportamento (ingiurioso, persecutorio, vessatorio) con cui è stato attuato.

La Suprema Corte ha poi in più occasioni affermato che il licenziamento ingiurioso o vessatorio, lesivo della dignità e dell'onore del lavoratore, che dà luogo al risarcimento del danno, ricorre soltanto in presenza di particolari forme o modalità offensive o di eventuali forme ingiustificate e lesive di pubblicità date al provvedimento, le quali vanno rigorosamente provate da chi le adduce, unitamente al lamentato pregiudizio (Cass. n. 5885 del 2014, n. 17329 del 2012, n. 21279 del 2010, n. 6845 del 2010; n. 15469 del 2008).

Pertanto in riferimento al caso concreto la Suprema Corte ha precisato che nella liquidazione per illegittimo licenziamento è incluso anche il danno morale e biologico.


Commenta la notizia



Effettua la log-in e accedi al pannello a te riservato.


Resta sempre aggiornato sul mondo di Cafasso e Figli