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Credito d'imposta per investimenti sisma Centro Italia

Articolo letto 40 volte, scritto il 10/09/2020 da Studio Cafasso

L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’ interpello n. 322 del 8 settembre 2020 ha fornito chiarimenti in tema di credito d'imposta per investimenti nelle regioni dell'Italia centrale colpite dagli eventi sismici.

L'art. 18-quater del D.L. n. 8/2017 ha esteso, fino al 31 dicembre 2020, alle imprese localizzate nei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici verificatisi a decorrere dal 24 agosto 2016, il credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, istituito dall'art. 1, commi da 98 a 108, legge n. 208/2015 e successive modificazioni.

In particolare, è stato introdotto un credito d'imposta a favore delle imprese che, fino al 31 dicembre 2020 effettuano l'acquisizione, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di "beni strumentali nuovi", vale a dire di "macchinari, impianti e attrezzature varie", facenti parte di un "progetto di investimento iniziale" e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Si definiscono agevolabili gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale come definito all'articolo 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento UE n. 651/2014, relativi all'acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio.

La circolare n. 34/E del 3 agosto 2016 ha precisato che risultano agevolabili gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature varie funzionali alla realizzazione di un progetto di investimento iniziale, relativo alla creazione di un nuovo stabilimento, all'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente e a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente, ovvero, per le grandi imprese localizzate nelle aree di cui all'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), quelli a favore di una nuova attività economica.

La medesima circolare n. 34/E/2016 ha altresì precisato che sono ammessi all'agevolazione i beni oggetto di investimento, strumentali rispetto all'attività esercitata dall'impresa beneficiaria del credito d'imposta, ovvero che devono essere di uso durevole ed atti ad essere impiegati come strumenti di produzione all'interno del processo produttivo dell'impresa.

L'agevolazione non spetta per gli investimenti di mera sostituzione in quanto gli stessi non possono essere mai considerati "investimenti iniziali".

I beni agevolabili devono essere, poi, caratterizzati dal requisito della strumentalità rispetto all'attività esercitata dall'impresa; i beni, inoltre, devono soddisfare il requisito della novità, essendo esclusi dall'agevolazione i beni a qualunque titolo già utilizzati.

Ai fini della precisa individuazione dei beni agevolabili, indicati in maniera tassativa dalla norma, occorre fare riferimento alla corretta classificazione degli stessi in bilancio.

Secondo quanto disposto dall'articolo 2424 del codice civile, le immobilizzazioni materiali, da iscrivere alla classe B, sottoclasse II, dell'attivo dello stato patrimoniale, comprendono tra l'altro la voce 2) impianti e macchinario.

In base al principio contabile nazionale OIC n. 16 "Immobilizzazioni materiali":

- alla voce B.II.2 "impianti e macchinario" vanno iscritti: 1) impianti generici; 2) impianti specifici; 3) altri impianti; 4) macchinario automatico e macchinario non automatico (apparati in grado di svolgere da sé - automatico - ovvero con ausilio di persone - semiautomatico - determinate operazioni);

- tra le immobilizzazioni materiali, alla voce B.II.3 "attrezzature industriali e commerciali" trovano iscrizione: 1) attrezzature; 2) attrezzatura varia, legata al processo produttivo o commerciale dell'impresa, completante la capacità funzionale di impianti e macchinario, distinguendosi anche per un più rapido ciclo d'usura; comprende convenzionalmente gli utensili.

Considerato che la disposizione ha carattere tassativo, restano esclusi dall'agevolazione tutti i beni classificabili in voci di bilancio diverse da quelle indicate nella norma agevolativa.

Tutto ciò premesso, la società dovrà valutare se in concreto il bene strumentale nuovo (astrattamente classificabile nella voce B.II.2) faccia parte di un "progetto di investimento iniziale", come richiesto dalle sopracitate norme e dalla prassi in materia, per beneficiare dell'agevolazione in argomento, fermo restando, ovviamente, la presenza di tutti gli altri requisiti previsti dalle norme di riferimento.


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