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Recidiva derivante da altri episodi disciplinari – Sanzione espulsiva – Indennità risarcitoria

Articolo letto 36 volte, scritto il 15/09/2020 da Studio Cafasso

La Corte di  Cassazione con la sentenza n. 18136 del 31 agosto 2020, ha ribadito che in materia di violazioni formali o procedurali è accordata ai lavoratori una tutela indennitaria debole. In tale alveo ricade la violazione della regola generale della mancata osservanza del termine di cinque giorni tra contestazione e sanzione, allorquando il termine concesso non leda le esigenze difensive del lavoratore in vista del processo.Il Tribunale Lecco confermava il rigetto, della domanda proposta dal lavoratore, nelle forme previste dall’art. 1 co. 48 e ss. legge n. 92 del 2012, cd. rito “Fornero”, volta ad impugnare il licenziamento intimatogli con lettera del 5 agosto 2016.
Al lavoratore, segnatamente, sul rilievo della recidiva derivante da altri sei episodi disciplinari sanzionati (a cui lo stesso aveva prestato acquiescenza) erano addebitate con la sanzione espulsiva, le condotte tenute il 27 luglio 2016, ossia l’aver spostato una macchina fresatrice, senza smontarla preventivamente, danneggiando il pavimento industriale, e l’aver abbandonato subito il servizio, senza giustificazioni, di fronte agli immediati rilievi del datore di lavoro.
La Corte d’appello di Milano, dichiarava risolto il rapporto di lavoro tra il ricorrente e la società alla data del 5 agosto 2016 e condannava quest’ultima a corrispondere al lavoratore una indennità risarcitoria pari a sei mensilità della retribuzione globale di fatto accogliendo la censura del ricorrente volta ad evidenziare come il provvedimento espulsivo fosse stato adottato prima del decorso dei cinque giorni dalla contestazione degli addebiti previsti dall’articolo 7 stat. Lav.
Gli Ermellini ritenevano corrette, le valutazioni operate dalla corte territoriale, secondo cui rimane valida la risoluzione del rapporto in sussistenza dei presupposti per la giusta causa del recesso e della circoscritta contrazione del termine di cinque giorni tra la contestazione e la risoluzione del rapporto di lavoro, essendo stato impartito, l'atto di recesso datoriale, "praticamente quattro giorni pieni dopo la (tempestiva) contestazione effettuata nel corso dell'orario di lavoro".


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