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Licenziamento del lavoratore in malattia per lo svolgimento di altra attività lavorativa

Articolo letto 51 volte, scritto il 16/09/2020 da Studio Cafasso

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 18245 del 2 settembre 2020 ha confermato il licenziamento irrogato ad un lavoratore che aveva espletato, durante il periodo in cui era in malattia, attività presso terzi.
Il dipendente, assente dal lavoro per motivi di salute consistenti in una "dermatite acuta alle mani", era stato sorpreso nello svolgimento di attività lavorativa presso il bar della moglie.
L’esecuzione di tale attività aveva determinato la violazione dei doveri di correttezza e buona fede imposti in costanza di malattia, finalizzati a garantire il sollecito recupero delle energie da porre a disposizione del datore di lavoro e il conseguente licenziamento.
Gli Ermellini confermando il licenziamento del dipendente hanno chiarito che “lo svolgimento di altra attività lavorativa da parte del dipendente, durante lo stato di malattia, configura la violazione degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà, nonché dei doveri generali di correttezza e buona fede, oltre che nell'ipotesi in cui tale attività esterna sia, di per sé, sufficiente a far presumere l'inesistenza della malattia, anche nel caso in cui la medesima attività, valutata con giudizio "ex ante" in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, possa pregiudicare o ritardare la guarigione o il rientro in servizio”.


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