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La cassa integrazione guadagni e la cassa integrazione guadagni straordinaria: cause e procedure

Articolo letto 1976 volte, scritto il 30/03/2015 da Studio Cafasso

La Cassa Integrazioni Guadagni è stata istituita dall’art. 1 D.Lgs.788/1945 2Istituzione della Cassa per l'integrazione dei guadagni”, al fine di garantire ai lavoratori l’integrazione della retribuzione in caso di sospensione o riduzione della attività lavorativa per cause indipendenti dalla loro volontà o da quella del datore di lavoro.

L’utilizzo di tale istituto consente al datore di lavoro di non ricorrere al licenziamento, bensì alla semplice sospensione del rapporto di lavoro, qualora l’azienda versi in stato di difficoltà, con possibilità di riutilizzare i lavoratori nel momento in cui cessa la causa della sospensione.

L’intervento di integrazione salariale può essere due tipi, di cui uno ordinario (CIG) e l’altro straordinario (CIGS). 

 

Con il nostro approfondimento ci proponiamo di analizzare entrambi gli istituti nonché, la motivazioni che giustificano il ricorso all’uno o, all’altro e l’iter procedurale previsto.

  

Cassa integrazione guadagni

Cause di intervento

L'integrazione salariale ordinaria per contrazione o sospensione dell'attività produttiva è dovuta qualora si presentino:

  • situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all'imprenditore o agli operai;
  • situazioni temporanee di mercato.

Preliminarmente, precisiamo che sono definiti eventi oggettivamente non evitabili quelli fortuiti, non prevedibili ed estranei al normale rischio di impresa sottratti ad ogni possibile rimedio preventivo da parte del datore di lavoro.

In particolare nel settore industriale gli eventi meteorologici sono sempre considerati eventi oggettivamente evitabili, pertanto rientrano fra le cause che possono dare luogo ad integrazione:

  • la mancanza di materie prime non dipendenti da inadempienze contrattuali da parte dei fornitori o da inerzia da parte del datore di lavoro;
  • l’interruzione di energia elettrica da parte dell’ente erogatore;
  • incendio;
  • lo sciopero di un’azienda collegata;
  • eventi naturali diversi da intemperie (terremoti, frane, alluvioni);
  • la mancanza di lavoro, di commesse od ordini;
  • le crisi temporanee di mercato sono assimilate alla mancanza di lavoro.

Con riferimento alle intemperie stagionali vanno ricomprese tutte quelle cause di ordine meteorologico che impediscono la normale prosecuzione dell'attività stessa, in qualsiasi periodo dell'anno, quali, precipitazioni, gelo, nebbia o foschia e vento.

La sussistenza e l'entità delle suddette condizioni climatiche deve essere accertata sulla base di documentazione ufficiale da acquisirsi presso enti abilitati alle registrazioni dei dati meteorologici, sia a livello comunale che provinciale o regionale.

Ad ogni modo, il presupposto rimane comunque la transitorietà dell’evento, pertanto deve essere sempre prevedibile la ripresa dell’attività produttiva.

Per quanto prevede, è necessario richiamare quanto disposto all’art.1 comma 2, della Legge n.183/2014, il quale ha statuito la necessità di ricorrere alla Cassa integrazione guadagni unicamente a seguito di esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro, destinando eventualmente una parte delle risorse attribuite alla cassa integrazione a favore dei contratti di solidarietà.

 

Procedura

Per richiedere l’intervento di cassa integrazione il datore di lavoro deve osservare la seguente procedura:

  • consultazione sindacale;
  • compilazione del modello Igi.15 debitamente sottoscritto dal legale rappresentate dell’azienda, corredato dal verbale di consultazione sindacale;
  • presentazione di idonea documentazione, contenente le cause di intervento CIG e attestante l’attendibilità della ripresa dell’attività produttiva.

Consultazione sindacale

La legge prevede due procedure sindacali che si differenziano a seconda della causa che ha provocato la riduzione o la sospensione dell’attività lavorativa.

Secondo quanto disposto all’art. 5 “Procedure di intervento” di cui alla Legge n. 164/1975: nel caso in cui si verifichino eventi oggettivamente non evitabili, che rendano indifferibile la contrazione o la sospensione dell'attività produttiva, l'imprenditore sarà tenuto a comunicare alle RSA o, in mancanza alle organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori più rappresentative operanti nella provincia, la durata prevedibile della contrazione o sospensione ed il numero dei lavoratori interessati.

Se la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro è superiore a 16 ore settimanali, si procederà ad un esame congiunto relativo alla ripresa della normale attività lavorativa ed ai criteri di distribuzione degli orari di lavoro.

La richiesta, da parte del datore di lavoro o degli organismi sindacali, di esame congiunto dovrà essere presentata entro 3 giorni dalla comunicazione di sospensione, e dovrà esaurirsi entro i 5 giorni successivi a quello in cui è stata avanzata la richiesta stessa.

Nelle altre ipotesi di ricorso alla Cassa integrazione, l'azienda sarà tenuta a comunicare preventivamente alle RSA e per il tramite dell'Associazione territoriale degli industriali, alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori più rappresentative operanti nella provincia, i motivi della sospensione o della riduzione dell'orario di lavoro, l'entità e la durata prevedibile della stessa ed il numero dei lavoratori interessati.

L'azienda o le RSA potranno richiedere l'esame congiunto della situazione relativa ai problemi riguardanti la tutela degli interessi dei lavoratori, indipendentemente dalla durata della sospensione o riduzione dell’orario di lavoro.

La procedura di consultazione deve esaurirsi entro 25 giorni dalla richiesta dell'esame ed entro 10 giorni per le aziende fino 50 dipendenti.

  

Termini di presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata all’INPS, con modalità esclusivamente telematica, entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o contrazione dell’attività lavorativa.

In caso di scadenza di sabato o giorno festivo, il termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.

Nell’ipotesi di presentazione tardiva la domanda, l’eventuale trattamento d’integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione.

Laddove dall’omessa o tardiva presentazione della domanda derivi, a danno dei lavoratori dipendenti, la perdita totale o parziale del diritto all’integrazione salariale, l’imprenditore è tenuto a corrispondere ai lavoratori stessi una somma d’importo equivalente all’integrazione salariale non percepita.

 

Modalità di presentazione della domanda

La procedura per la presentazione della domanda di autorizzazione alla Cigo industria ed edilizia è accessibile sul portale Inps www.inps.it > Servizi OnLine > Per tipologia di utente > Aziende, consulenti e professionisti > Servizi per le aziende e consulenti, opzione “CIG”.

Al portale “Servizi per le aziende ed i consulenti” si accede tramite codice fiscale e PIN rilasciato dall’Istituto.

Completata l’acquisizione e confermato l’invio, la domanda viene protocollata e sarà possibile stampare la ricevuta di presentazione nonché il prospetto dei dati trasmessi.

 

Cassa integrazione guadagni straordinaria

Cause di intervento

L’intervento della Cassa integrazione guadagni straordinaria è previsto nei casi in cui la sospensione dell’attività lavorativa sia dovuta ad eventi di lunga durata e dei quali non sia possibile prevederne l’esito, nello specifico:

  • per crisi economiche settoriali o locali;
  • per ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali;
  • procedure concorsuali.

 Trattasi di situazioni particolarmente difficili in cui versa l’azienda.

 

Programmi di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione

Il D.M. datato 20 agosto 2002 ha definito i criteri per l’approvazione dei programmi per ristrutturazione, riorganizzazione e conversione aziendale.

Nella specie:

Riorganizzazione aziendale

Qualora l’impresa richieda il trattamento CIGS a causa di riorganizzazione aziendale dovrà presentare un programma di investimenti volto a fronteggiare inefficienze della struttura gestionale dovuta a squilibri tra apparato produttivo, commerciale, amministrativo.

Detto programma dovrà essere predisposto rispettando alcuni criteri quali:

  • indicazioni circa gli investimenti produttivi e le attività di formazione e riqualificazione professionale rivolta al recupero di risorse interne;
  • superiorità del valore medio annuo degli investimenti previsti nel programma rispetto a quello degli investimenti operati nel biennio precedente;
  • collegabilità delle sospensioni effettuate al processo di riorganizzazione da realizzare, laddove il rapporto tra i lavoratori coinvolti nei processi formativi e quelli sospesi non può essere inferiore al 30;
  • indicazione chiara e dettagliata delle modalità di copertura finanziaria degli investimenti programmati.

 

Ristrutturazione aziendale

Qualora l’impresa richieda il trattamento CIGS a causa di ristrutturazione aziendale, il programma presentato dovrà essere caratterizzato dalla preminenza delle quote di investimenti per impianti fissi ed attrezzature direttamente impegnate nel processo produttivo rispetto al complesso degli investimenti previsti nell'arco temporale di esecuzione del programma aziendale.

Il programma di interventi dovrà soddisfare i seguenti requisiti:

  • indicazioni sull'attività di formazione e riqualificazione professionale rivolta alla valorizzazione delle risorse professionali interne;
  • superiorità del valore medio annuo degli investimenti per immobilizzazioni materiali ed immateriali previsti nel programma, a quello degli investimenti operati nel biennio precedente l'avvio del programma;
  • collegabilità tra le sospensioni dal lavoro effettuate ed il processo di ristrutturazione da realizzare, laddove il rapporto tra i lavoratori coinvolti nei processi formativi e quelli sospesi non potrà essere inferiore al 30%;
  • indicazione chiara e dettagliata delle modalità di copertura finanziaria degli investimenti programmati.

 

Conversione aziendale

Si considerano progetti di riconversione quelli finalizzati:

  • ad introdurre produzioni appartenenti a comparti merceologici diversi modificando i cicli produttivi degli impianti esistenti;
  • a sostituire con nuovi impianti quelli già esistenti.

 

Crisi aziendale

Qualora l’azienda versi in uno stato di difficoltà tale da rendere impossibile il regolare svolgimento dell’attività produttiva, l’imprenditore può richiedere l’intervento del trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale.

Il D.M: n.31826/2002 modificato successivamente dal D.M. n.35302/2004 ha definito gli elementi che caratterizzano la situazione di crisi aziendale, nella specie.

  • risultato di impresa, fatturato, risultato operativo, e indebitamento, considerati nel complesso e relativi al biennio precedente, laddove emerge un andamento aziendale negativo o involutivo. L’impresa sarà tenuta a presentare i documenti contabili relativi al biennio ed una relazione tecnica contenente le motivazioni che attestino la situazione di crisi;
  • ridimensionamento o stabilità dell'organico aziendale nel biennio precedente all'intervento CIGS ed inoltre assenza di nuove assunzioni, con particolare riguardo a quelle interessate da agevolazioni contributive o finanziarie. Nel caso in cui, pertanto, l'impresa abbia effettuato nuove assunzioni o intenda farlo durante il periodo di fruizione della CIGS, dovrà motivare la necessità di tali assunzioni e la loro compatibilità con la disciplina e le finalità della CIGS;
  • presentazione da parte dell'impresa di un piano di risanamento che definisca le azioni intraprese o da intraprendere, per il superamento delle difficoltà, distinte per settore di attività e per ciascuna unità aziendale interessata dall'intervento straordinario di integrazione salariale;
  • presentazione di un piano di gestione qualora l'impresa, nel corso dell'intervento CIGS o al termine dello stesso, preveda esuberi strutturali;
  • necessità, ai fini della concessione del trattamento Cigs, che la situazione di crisi aziendale sia conseguente ad un evento improvviso ed imprevisto, esterno alla gestione aziendale, adeguatamente documentata.

Per gli anni 2009, 2010 e 2011 (Decreto 29 giugno 2009, n. 46863), ai fini dell'approvazione del programma di crisi aziendale conseguente ad un evento improvviso ed imprevisto, esterno alla gestione aziendale la fattispecie è valutata anche in assenza del piano di risanamento (lettera c) art. 1, comma 1).

 

Cessazione aziendale

L’art.1, co.2, L. n.183/14 ha stabilito l’impossibilità di autorizzare le integrazioni salariali in caso di cessazione definitiva di attività aziendale o di un ramo di essa.

Ai fini del completamento dei piani di gestione degli esuberi di personale relativi all’anno 2014 e delle relative proroghe, la legge di stabilità ha stabilito che il finanziamento previsto per le proroghe è esteso al 2015 nel limite di 60 milioni di euro.

Successivamente il Ministero del Lavoro con circolare n.1/15 ha comunicato che procederà all’esame istruttorio delle domande in ordine cronologico di presentazione, fino a concorrenza delle risorse.

Le proroghe del trattamento di Cigs per cessazione attività debbono aver avuto inizio entro e non oltre il 31 dicembre 2014.

Eventuali istanze riferite a programmi di proroghe – decorrenti dal 1° gennaio 2015 – di crisi aziendale per cessazione di attività non verranno prese in esame dal Ministero.

 

Procedure concorsuali

Fino al 31 dicembre 2015 il ricorso alla cassa integrazione straordinaria in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria è concesso quando vi siano prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività e di salvaguardia anche parziale dei livelli di occupazione, da valutare in base a parametri oggettivi definiti con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (D.M. 4 dicembre 2012), nella specie:

  • misure volte all’attivazione di azioni miranti alla prosecuzione dell’attività aziendale o alla ripresa dell’attività medesima, adottate o da adottarsi da parte del responsabile della procedura concorsuale;
  • manifestazioni di interesse da parte di terzi, anche conseguenti a proposte di cessione, anche parziale dell’azienda, ovvero a proposte di affitto a terzi dell’azienda o di rami di essa;
  • tavoli, in sede governativa o regionale, finalizzati all’individuazione di soluzioni operative tese alla continuazione o alla ripresa dell’attività, anche mediante la cessione, totale o parziale, ovvero l’affitto a terzi dell’azienda o di rami di essa.

In aggiunta ai parametri sopra indicati, da indicare anche in via alternativa, si tiene conto dei seguenti:

  • piani volti al distacco dei lavoratori presso imprese terze;
  • stipula di contratti a tempo determinato con datori di lavoro terzi;
  • piani di ricollocazione dei soggetti interessati, programmi di riqualificazione delle competenze, di formazione o di politiche attive in favore dei lavoratori, predisposti da soggetti pubblici, dai Fondi interprofessionali per la formazione continua e dai soggetti che svolgono attività di somministrazione di lavoro, di intermediazione, ricerca e selezione del personale ovvero di supporto alla ricollocazione professionale.

Nel caso di concordato preventivo, la Cigs è ammessa sia qualora si tratti di concordato preventivo con cessione di beni sia alle aziende che presentino un piano concordatario caratterizzato dalla prosecuzione dell’attività d’impresa.

In caso di mancata omologazione, il periodo di integrazione salariale fruito dai lavoratori sarà detratto da quello previsto in caso di dichiarazione di fallimento.

La Cigs è altresì ammessa nel caso di imprese che abbiano sottoscritto accordi di ristrutturazione del debito.

Il soggetto che deve presentare la richiesta in caso di procedure concorsuali è il curatore, il li­quidatore o il commissario e il periodo concedibile non può superare dodici mesi.

L’inizio del periodo di fruizione dell’ammortizzatore sociale, solitamente, coincide con la data del provvedimento formale di ammissione alla procedura concorsuale.

Recentemente, il Ministero del Lavoro con la circolare n.4/2015 ha precisato che l’impresa inte­ressata da procedura concorsuale, con prosecuzione anche parziale dell’attività, può richiedere il tratta­mento di Cigs anche in un momento successivo alla data di ammissione o sottoposizione alla procedura concorsuale, ad esempio per evadere ordini precedentemente acquisiti.

  

Esame congiunto della situazione aziendale

L'imprenditore che intende richiedere l'intervento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria , direttamente o tramite l'associazione imprenditoriale, deve:

  • attivare preventivamente la procedura di consultazione sindacale;
  • inviare la richiesta al Ministero del Lavoro sul mod. CIGS-SOLID 1;
  • a fronte dell'emanazione del decreto ministeriale di autorizzazione dell'intervento straordinario, inviare all' INPS il mod. IG15/STR SR 40.

 

La consultazione sindacale e l'esame congiunto

L'azienda che richiede l'intervento della CIGS deve innanzitutto inviare una comunicazione alle RSU (Rappresentanze sindacali unitarie) se presenti ovvero alle OO.SS. (Organizzazioni sindacali territoriali).

Successivamente, entro 3 giorni dalla predetta comunicazione, l'imprenditore o gli organismi rappresentativi dei lavoratori, saranno tenuti ad inoltrare domanda di esame congiunto della situazione aziendale al competente ufficio regionale, nel cui territorio sono ubicate le unità aziendali interessate dall'intervento straordinario di integrazione salariale, se l'intervento riguarda unità aziendali ubicate in una sola regione; o al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, se l'intervento riguarda unità aziendali ubicate in più regioni.

Oggetto dell'esame congiunto sarà il programma che l'impresa intende attuare, che dovrà contenere le seguenti indicazioni:

  • la durata;
  • il numero dei lavoratori interessati alla sospensione;
  • le misure previste per la gestione di eventuali eccedenze di personale;
  • i criteri di individuazione dei lavoratori da sospendere;
  • le modalità della rotazione tra i lavoratori occupati nelle unità produttive interessate dalla sospensione, laddove l'impresa in caso di mancata adozione di meccanismi di rotazione, sarà tenuta ad indicare le ragioni tecnico-organizzative.

Detta procedura di consultazione, attivata dalla richiesta di esame congiunto, dovrà concludersi entro:

  • 10 giorni successivi a quello in cui è stata avanzata la richiesta medesima, per le aziende fino a 50 dipendenti;
  • 25 giorni successivi a quello in cui è stata avanzata la richiesta medesima, per le aziende con oltre 50 dipendenti.

 

Presentazione della domanda all’INPS

In seguito all’emanazione del decreto di autorizzazione della Cigs da parte del Ministero del Lavoro, l’azienda presenta domanda all’Inps in via telematica.

Tramite il mod.I.G. 15/str. (cod. SR40) devono essere indicati i dati relativi all’azienda, i dati relativi al decreto ministeriale di autorizzazione, il periodo richiesto, il numero dei lavoratori sospesi o a orario ridotto e le modalità di pagamento (tramite azienda con successivo conguaglio o direttamente dall’Inps).

Nei casi di pagamento diretto devono essere presentati anche i modelli SR41, sempre in via telematica. L’accesso alla procedura telematica avviene, mediante autenticazione con PIN, sul portale www.inps.it > Ser-vizi per aziende e consulenti > invio domande di CIGS.

 

Pagamento dell’integrazione

Nei casi di intervento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, il pagamento dell'integrazione salariale viene corrisposto:

  • dal datore di lavoro, alla fine di ciascun periodo di paga, in nome e per conto dell'INPS;
  • direttamente dall'INPS.

 

Anticipazione da parte del datore di lavoro

Nel caso in cui l’azienda anticipa l'integrazione per conto dell'INPS e, dopo che l'Istituto ha provveduto ad emanare l'autorizzazione, porterà a conguaglio le somme erogate, con i contributi da versare.

 

Erogazione diretta da parte dell'INPS

Su richiesta dell'azienda il Ministero del lavoro può disporre il pagamento diretto da parte dell'INPS, qualora ricorrano per l'impresa comprovate difficoltà finanziarie accertate dal competente organo ispettivo.

  

Come di consueto, il nostro è unicamente un documento di aggiornamento sulle problematiche e sugli sviluppi del mondo del lavoro con l’intento dell’analisi e del necessario approfondimento.

Cordiali saluti

        Cafasso & Figli

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